Il progetto, ideato dalla cantante Lisa Manara e condiviso con Aldo Betto e Youssef Ait Bouazza (Savana Funk) e con Federico Squassabia, nasce dalla passione comune per la musica africana e in particolare per Miriam Makeba, l’intramontabile Mama Africa, grande cantante sudafricana che per decenni ha inondato il mondo dei suoi canti di gioia e dolore, ispirati dalla condizione della popolazione nera in Sudafrica.

 

Dall’“Urlo dell’Africanità” il progetto si allarga, introducendo brani originali e facendo del groove la linfa vitale della loro musica.

 

Lisa Manara, voce potente e graffiante, nasce nel 1992 in un piccolo paese della Romagna, si avvicina alla musica all’età di 4 anni giocando con la tastiera del pianoforte. La passione per la musica black la porta a vincere nel 2011 il concorso “Donne Jazz & Blues” di Bertinoro che le permette di partecipare ad un workshop sulla voce presso la Venice Voice Academy di Los Angeles. Ha aperto diversi concerti ad artisti internazionali quali: Quintorigo, Tommy Emmanuel, Eric Sardinas, Diunna Greenleaf; ha collaborato con Paolo ghetti, Vince Valicelli, Teo Ciavarella, Renato Sellani, Franco Cerri, Ricky Portera… Ecco cosa ha scritto di lei Alceste Ayroldi, giornalista della prestigiosa rivista Musica Jazz:

“Non è facile incontrare una voce che metta insieme grinta, intonazione e una vigorosa interpretazione, soprattutto se si ha poco più di vent’anni. Lisa Manara ci riesce con una disarmante facilità attraversando come poche il bel canzoniere Soul-Blues, padroneggiando le dinamiche e sventagliando una sicurezza che di solito arride a chi ha già alle spalle un bel po’ di anni di palco. Graffia come una pantera nera e svolazza nelle note alte con un glissato che le consente di passare dalle ottave più basse a quelle alte, senza alcun contraccolpo, mantenendo anche una pronuncia chiara e forbita. Chapeau, quindi alla nuova interprete della musica afroamericana “targata” Italia”.

Accompagnata alla chitarra da Aldo Betto, musicista eclettico e curioso, che amalgama perfettamente melodia e ritmo nella voce del suo strumento; alle tastiere da Federico Squassabia ha sviluppato un sound moderno e del tutto personale che fa viaggiare questa musica in altre dimensioni temporali e spaziali; alla batteria da Youssef Ait Bouazza, musicista di etnia berbera, porta al progetto la vera essenza della musica africana riproponendoci ritmi ancestrali e ipnotici.

ristorante aperto dalle ore 19.00 – inizio concerto ore 22.00
prenotazione tavoli: Tel. 075 829058 – e-mail: info@ondaroad.it
– per il dopocena ingresso gratuito (no prenotazione tavoli) –
www.ondaroad.it